Poesie e Racconti di

Franco Farina




“Armonie”

Così come il tempo passa sotto le mie mani
così i momenti della vita scorrono
or brillanti or foschi ma sempre Vita è.
Con le mie mani plasmo forme e suoni
e questo è il mio modo di dipingere la Vita.
Amo la vita,
amo la poesia la musica e la pittura,
arti eccelse per Spiriti che vogliono creare.
Armi eccelse per attaccare un futuro,
non con odio ma con amore,
con un dolce verso
o un color fuggente
od una nota conseguente.
Così accarezzo Te Spirito che vivi in queste vestigia
od in questo corpo.
Tu che ascolti le mie parole o note di questo
tempo.
Franco Farina. 20 Novembre 1987







“ IO ”

SOLO, QUI, IO,
nella nebbia astrale di Me stesso
in questo pianeta a Me sconosciuto
Io cerco, ma non trovo
Io guardo, ma non capisco
cercare, si devo cercare
imparare, si devo imparare
imparare a sapere.



Franco Farina
anno 1975







“Il Risveglio”

Ciò che cerchi sta davanti ai Tuoi occhi
Aprili !
Vedi ? Guarda !
Ascolta la melodia che sale dal fondo di Te stesso
Guarda, guarda che dolce alba che c’è
guarda la terra che si tinge d’oro
guarda i fiori che dolci colori
La bellezza che vedi è la ricompensa
di aver riaperto gli occhi
Guarda che dolce melodia ondeggiante dei monti
ascolta il gorgogliare dei ruscelli
guarda che tramonto, guarda il cielo
i suoi colori si sono risvegliati nella Tua mente
come se Ti fosti ridestato da un letargo
in cui sei stato per troppo tempo,
guarda che bello che dolce che è la Vita,
V i v i l a !
Franco Farina
inizio anno 1978




“Dal sentiero dei morti”

Dal sentiero dei morti Io salgo,
passo dopo passo, gradino dopo gradino.
Oscurata dalle pesanti tenebre
la fiamma della Vita porto in Me.
Nell’ oblio per millenni sono stato
ma la luce in Me non si è mai spenta.
Già intravedo l’ uscita da questi inferi.
Avanzo imperterrito nonostante i lamenti
che dagli abissi provengono.
L’ oblio man mano si dirada
e le tenebre son men fitte.
La fiaccola della Vita sempre più luce irradia.
Un leggero tepore dall’ uscita proviene,
più forza dona alle mie membra.
Cammino fausto verso la luce infinita.
Franco Farina
13 Gennaio 1985








Filastrocca canterina
(ode alla vita)

Mi piace guardare il grano maturo cullato dal vento
Mi piace guardare le creste dei monti crepacci e rocce irti al sole
Mi piace guardare i pendii soleggiati con pini ed abeti che ornano i fianchi
Mi piace guardare il ruscello del monte che canta al passatore che sale il sentiero
Mi piace guardare le nuvole bianche e rigonfie in un cielo fresco e terso
Mi piace guardare il tramonto sul mare dove il sole sorride prima di andare
Mi piace guardare la Vita da ogni luogo fluisca
Dalle venature degli alberi, dagli steli d’erba,
dai boccioli di fiore sull’erba fresca
Dal pesco fiorito all’acero ingiallito
Mi piace osservare fiutare toccare e permeare
Io sono la Vita Io sono l’eterno
Io porto il gusto del dolce ed il freddo d’inverno
In miriadi di forme mi vedi fluire ed in mille voci mi puoi sentire
Io sono il vento Io sono il mare
ovunque mi puoi guardare
Sotto le foglie del terreno di bosco
o dal fiore vicino al ruscello
Io fluisco Io permeo
Io sono la Vita che fluisce in eterno.

Franco Farina
Agosto 1985









“Alla mano di mastro pittore”

Sapiente gioco che mano ricrear può fare
... e Vita infonde in codeste forme
Un sapiente gelar di luci ed ombre
Come il tempo si fermasse in quel dunque.
Testimone di quel momento,
quel dipinto ad occhi apparirà.
Ed a Loro è dato ricrear la Vita
che in Esso giace.
Franco Farina
Fine 1986

















“Musica”

Calde note salgono dal profondo del mio cuore.
Un nuovo mondo prende forma
luci e colori son dipinti da magici suoni
che nell’ aria si spandono.
Come polline trasportato dal vento
da fiore in fiore,
così la mia musica giunge a Te
sulle ali di questo etereo elemento.
Ascolta...
Franco Farina
27 Dicembre 1984
















“Il focolare nella palude”

Vapori che s’ alzano dalle acque
Un canto lontano echeggia
Nebbie nella palude
Il giorno se n’è andato
e la notte cupa si fa innanzi.
Gocce di pioggia cadono dal cielo.
Il lento scrosciare dell’acqua sul remo
La barca scorre sull’ acqua inerte
Il suono ritmico del legno
che innanzi spinge la prua.
Lontano il canneto intravisto
Oltre, una tenue luce vermiglia
nel grigiore si spande
Un canto lontano echeggia
Il crepitar del fuoco domestico
alla mente mi torna.
Calore di casa, calore di donna,
calore di amore che ivi si espande.
Franco Farina
4 Dicembre 1984






“Morgana e il fuoco”

Morgana dagli occhi di fuoco,
guardarti è come un gioco.
Sopra le lingue ti si vede danzare
mentre la fiamma continua a balzare.
Dal giallo e l’azzurro ti si vede uscire
e nell’ aria calda ti si vede salire,
come un vortice che falsa il contorno
così accanto al fuoco ti muovi intorno.
Franco Farina
25 Gennaio 198




















“ Sogni ”

I Sogni giacciono
sul fondo di uno stagno
e lo specchio di quello stagno
sono i Tuoi occhi.

Franco Farina
publicato nell’ Ottobre 1997














“ Il primo giorno di primavera ”

Benvenuta primavera !
Dal cielo goccia a goccia l’acqua scende.
Sulla tenera erba nata da poco le gocce cadute dal grigio cielo paion perle di luce che illuminano il prato.
Man mano quest’ acqua scorre nel grembo della madre terra, e così la vita si riprende.
La linfa stà riprendendo a scorrere nei rami rimasti inerti nell’ Inverno;
e già si vedono cespugli sbocciati color oro,
i peschi ed i ciliegi si son vestiti della candida veste di chiari petali;
qualche albero si pronuncia con un tenue verdino,
e la pioggia scende al mattino del primo giorno di Primavera.

Franco Farina

21 Marzo 1989





“ Primavera ”

Ancora una volta quest’ anno si ripete l’incanto della Primavera.
Pare l’incanto di una giovane donna che si prepara per le nozze, e si mette più bella che mai.
Il tramutarsi della luce e dei colori;
la Vita che si risveglia.
Questo silenzioso mutamento,
o forse se ci fosse assoluto silenzio,
sentiresti lo sfregolio delle foglie che crescono,
o il dolce suono dei fiori che sbocciano,
mi par di sentirlo.
<<<>>>
[...Si racconta che la Terra, dolce dama,
lasciò l’Inverno e si vestì a nozze, colorata e bella
in attesa di uno sposo, e così arrivò l’Estate,
e visto che era un Essere caldo e gaio, si unì ad esso.
Ed il tempo tra l’Inverno e l’Estate fu chiamato
Primavera.]
Franco Farina
17 Marzo 1988




“ Estate ”

Le cicale cantano
nel caldo meriggio estivo,
mentre il Sole sornione
sonnecchia nel cielo,
in un bagno
di luce.

Franco Farina
10 Luglio 1988
















“Autunno”
Ormai già alcuni alberi han perso la lor chioma
ed altri si sono vestiti di una veste aurea,
brillano di luce nel tenue Sole autunnale.
Macchie di colore, or gialle or ocra or bruno
come la terra bruciata, altre macchie di porpora; come se un Mago fosse passato dipingendo gli alberi.
E’ il “Signore dell’Autunno” che ogni notte passa, e tinge le foglie di nuovi colori.
La magia dell’Autunno stagione di profumi e colori.
A volte camminando nel bosco, e guardando la tenue nebbiolina sparsa intorno e sentendo i vari odori vien da pensare a qualcuno che è passato poco prima col turibolo ed ha sparso incenso.
Forse sarà stata una processione degli gnomi?
O forse un gruppo d’Elfi. O sono le fate dei boschi a creare questi incantesimi?
E vago nella mia mente fra leggende e racconti
e magici momenti.
Franco Farina
23 Ottobre 1988

 


“Il primo di Dicembre”
(Inverno)

Grigiore che copre il cielo
Aria satura d’acqua
Umidità intrisa ovunque.

Nere trame degli alberi che anelano le lor chiome ormai pendule
al cielo cupo che le sovrasta.

Campi ormai sfioriti che si estendono
e si fondono con il grigio orizzonte,
non lontano si espande lo sguardo.

Tenue luce emanata dal grigiore nebbioso
Non un Sole in alto a rischiarare,
ma una cupola grigia la sua tenue luminescenza inonda.

Come se tutto dorme d’intorno
aspettando il tepore della Primavera.
Franco Farina
1 Dicembre 1984


“Nevicando”

Coltre bianca che si stende intorno,cumuli bianchi sui rami di pini ed abeti,
rami dall ’ intricata forma ornati dalla pennellata bianca di un pittore.
Tutto d ’ intorno tace, suoni ovattati da lontano provengono.
Il colpo sordo di un cumulo di neve che cade a terra da un ramo che stanco era del pesante fardello.
Fitta fitta la neve scende, tutto d’intorno un grigiore diffuso.
Sembra che una fata è passata e ha mutato il paesaggio in un paese incantato;
tutto d’intorno è variato,
il cielo grigio e la terra bianca lucente,
quasi un incanto la volea mutar in Stella.
Sotto il ponte l’acqua oscura continua il suo cammino al mare.
L’acqua ancor più cupa sembra,
contornata dal bianco mantello.
Come lucenti occhi di donna scuri e profondi ove riluce il Sè,
così l’oscura acqua riflette il mondo intorno,
profonda e infinita come uno specchio magico che fa da porta per un altro universo.
Acqua profonda e oscura evochi ricordi da tempo obliati.
Colte bianca che ti stendi intorno e copri il mondo
i rami d’ alberi e i pini e abeti,
oblii l’oscurità di codesta terra, più luminescente la rendi,
bella e chiara risplendi.
Franco Farina
16 Gennaio 1985


“Poesie”

Qui e ora sei sulla Porta degli Universi.
Sei giunto fin Qui per guardare oltre l ’ orizzonte.

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Se buia è la strada che segui
accendi la luce nel cuore e prosegui.

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Immenso ed infinito spazio negli spazzi infiniti della Vita,
dove mai l’oscurità andrà a venire.
Immenso ed infinito permeo d ’ Amore.

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Franco Farina

18 Settembre 1984






“La danza del tempo”

E la danza del tempo continua
Sulle ali della Natura,
come una farfalla vai qui e là,
e Ti posi ove il colore più bello t’attira
od ove il profumo più soave Ti guida.

Danza nella Vita,
ascolta l’armonia intorno,
come arpeggi di chitarra od organo
così fluisce il Tempo,
come l’onda del mare,
e Tu lo puoi plasmare.

Franco Farina
1 Settembre 1987








“Al Fiume incantato”

Il soffio della morte è passato vicino al mio volto.
Il soffio di essa mi ha lambito, ma Io l’ho guardata.
Ondeggiano i miei capelli al soffio di una leggera brezza.
Tiepida è l’aria , lambisce il mio viso.
Dolce è il vento che ondeggia tra gli alberi .
Salici ricurvi verso l’acqua lasciano cader le lor chiome,
dolci ondeggiano su di essa fino a rimirarsi in essa.
L’ acqua increspata dalla leggera brezza, a chiazze è scura a chiazze è chiara, e riflette l’alto cielo profondo e azzurro.
Come per incanto magici movimenti; è il regno delle ombre.
Luci si muovono in esso a rischiarare le profonde tenebre;
una Tua parola può farle svanire, la Tua luce può penetrarle.
Corri lungo il fiume della vita, stupito ed ammirato oltre le visioni.
Dolci voci risuonano sulla riva; un verde invitante Ti richiama passati tempi.
L’acqua si increspa, dolce la brezza sfiora i tuoi capelli,
tiepida è l’aria, accarezza il Tuo viso come l’amata potrebbe fare.
E’ il regno delle fate, mille incantesimi son posti per l’incauto visitatore.
Dolce è l’aria, profumo di verde è trasportato, profumo di fiori dai mille colori inebriano i Tuoi sensi, e dolce la brezza lambisce il Tuo viso e accarezza i Tuoi capelli.
Come fronde ondeggiano al passaggio di essa.



Signora del Fiume; Magica come l’illusione del tempo;
scorre sul fiume e accarezza il Tuo corpo.
Magico questo gioco di luci e di ombre.
Un Tuo raggio può penetrarle, nessun mistero a Te può esser
celato.
Luce inebriante puoi emanare, rischiara la Valle !
e mille veli cadranno, La Verità apparirà ai Tuoi occhi.
Mai la morte scenderà sul Tuo viso.

Franco Farina
20 Aprile 1984



















“La Ruota della Vita”

E come acqua che evapora al Sole così son di nuovo libero.
Libero dalla solida veste del mio corpo,
di nuovo libero per innalzarmi nel cielo come un gabbiano
che rincorre il Sole ed in esso vi si getta.
Gioioso di questo momento…
estasi ultraterrena.
Finalmente la così bramata vita eterna eccola qua di fronte
a Me.
IO libero di vagare negli sconfinati cieli.
Una nuova volta son libero,
libero di librarmi nello spazio infinito
non più mi serve il vestito.
: ÷ :

“Il ritorno”
E poi un giorno vagando nello spazio, vidi una nuvola blu ricolma di Vita,
penetrai l ’ etereo elemento, e candido pareva il cielo,
e sotto di Me estensioni di prati alberi e case,
la Vita vi gorgogliava.
Un bimbo doveva venire alla luce ,
e come l’acqua che scende dal cielo si priva della sua leggerezza,
si priva della sua impalpabilità così IO feci;
e ripresi le sembianze umane,
e così nacqui, era un nuovo giorno.




Così in codesta forma di carne ed ossa ripresi a scorrere nel fiume della Vita.
Ero appena sgorgato da una nuova fonte,
e così la mia nuova Vita prese a fluire in questo immenso fiume, finche un giorno cavalcando qualche raggio di luce
ritornerò ad essere etereo e leggero come il vapore che vien trasportato dal vento, e con esso lascerò di nuovo questa pesante veste, mi eleverò al di sopra del fiume e come una libellula che aleggia e sfiora la superficie dell’acqua
aleggerò su questo grande specchio ove si riflette la Vita.


Franco Farina
21 ottobre 1988